Minorca

La leggenda racconta che il vento di tramontana che soffia su Minorca cambi la personalità della gente. Per questo, dopo averla visitata, molti non vogliono più abbandonarla o sognano per sempre di ritornarci. Una tramontana che a Minorca soffia forte e sempre, e che le è valso l’appellativo di “isla del viento”. Minorca, “la Minore” come l’avevano definita i romani per contrapporla alla più vasta Maiorca, è oggi l’unica delle Baleari a difendere con i denti il proprio territorio e le proprie tradizioni dai cambiamenti portati dal turismo di massa.

L'isola, visse per secoli la schiavitù di dominazioni straniere : romana, cartaginese, inglese ed araba: tutte apportarono le loro tradizioni e le loro culture, presenti ancora oggi in siti archeologici e luoghi d'interesse (oltre che negli splendidi palazzi nobili sparsi nell'isola) che la fanno identificare come un vero e proprio museo a cielo aperto.

La natura qui è padrona incontrastata, l'ambiente è mantenuto il più possibile allo stato selvaggio per poterne apprezzare la forza e lo splendore. In quest'isola, proprio grazie alla presenza del vento di Tramontana, si possono trovare quasi tutte le varietà degli ambienti tipici del Mediterraneo ancora allo stato puro: dal Parco Naturale, alle pinete, alle riserve naturali (ben cinque) o riserve marine, oltre a circa cinquanta grotte terrestri.

Un’isola adatta al ricercatore, alla degustazione, alla famiglia e alle coppie in cerca di un’angolino intimo e indimenticabile vicino a casa.

Si passa dalle bianche, lunghe e sabbiose spiagge della zona sud, circondate da pinete naturali ed incontaminate a cui fanno da contrasto le acque dall'incredibile colore azzurro, al “selvaggio” nord in cui la sabbia è rossastra – colore dovuto all'erosione delle rocce circostanti da parte del vento – e le acque, un po' più profonde passano dal verde intenso al blu scuro.

 

Per la ricchezza delle sue acque Minorca è stata dichiarata “Riserva della Biosfera” dall' Unesco nel 1993. La ricchezza che possiede è frutto soprattutto della cosiddetta Posidonia : un'alga tipica del Mediterraneo, ma in realtà poco diffusa, poiché per svilupparsi ha bisogno di un ambiente estremamente pulito, e della completa assenza di inquinamento. Il paradiso sottomarino è – se possibie – comparabile a quello terrestre: le varietà marine che abitano queste acque sono innumerevoli, e alcune di queste specie vivono solamente nelle spettacolari grotte sottomarine minorchine.

Sebbene sia la più vicina al “continente” delle quattro isole, Minorca ha saputo proteggere la sua identità dal turismo di massa che per decenni ha invaso il Mediterraneo e la Spagna. Questo, ovviamente grazie soprattutto ai suoi abitanti, che sono riusciti a mantenere inalterate, ad esempio, le tradizioni culinarie della popolazione menorchina, senza (o con minime) influenze straniere; o le feste tradizionali a carattere storico e religioso, le cittadine si animano di feste, balli e spettacoli equestri famosi in tutta la Spagna. I menorchini sono inoltre riusciti in un'impresa forse unica: hanno saputo adattarsi all'ambiente che li circonda – e non viceversa.

Sebbene infatti l'isola sia composta da otto municipi (Mahon, Ciutadella, Es Mercadal, Alayor, Ferreries, Es Migjorn Gran, San Lluis), non si ha mai l'impressione di essere al centro di una zona popolosa. La struttura tipica delle abitazioni menorchine è ancora oggi quella di secoli fa: le case, che sono bianche e basse si integrano al paesaggio senza creare quel “disturbo” visivo che si ritrova invece in altre zone del Mediterraneo, mentre i centri storici delle cittadine hanno saputo mantenere inalterato il fascino storico dei palazzi più antichi, dando l'impressione di poter respirare ancora l'aria elegante ma semplice di secoli fa.

 


Natura, zone di maggior interesse:

Il ‘Camí de Cavalls’ (Sentiero dei cavalli) - Menorca
Cap de Favàritx - Menorca
Parco Naturale di S'Albufera des Grau - Menorca
Centro della natura di Minorca - Ferreries - Menorca